22/03/2004 - NUOVE SEZIONI E MOVIMENTI IN NOME DI LUIGI STURZO
Autore: Salvatore Latora  -  Sede: catania

Leggiamo dai fatti di cronaca, con grande gioia mista a qualche legittima speranza, che stanno sorgendo nuove sezioni e nuovi movimenti intitolati al nome del fondatore del Ppi.
Da La Sicilia di Domenica 25/1 2004 apprendiamo che è nato in seno all’Università di Catania un nuovo Movimento: « Universitari liberi e forti»; gli organizzatori fanno sapere, infatti, che si tratta di un movimento che si fonda sulla tradizione politica e culturale dei cattolici democratici, che intendono impegnarsi in favore delle istanze giovanili e che si presenteranno alle prossime elezioni universitarie.
Di recente si è inaugurata la costituzione di un altro circolo intitolato a Don Luigi Sturzo, un circolo che si trova in via F. Ciccaglione ,15, nel territorio della terza municipalità catanese, denominata
“ Borgo-Sanzio”.
Come riferimento ideale e pratico, è scritto, si guarda a Don Luigi Sturzo, all’esperienza dei POPOLARI e all’appello: “ A tutti gli uomini liberi e forti”.
Ricordiamo che tale appello fu «discusso ed approvato dalla commissione provvisoria del partito nelle riunioni tenutesi a Roma all’albergo di S. Chiara e reca la data del 18 gennaio 1919, di cui ricorre quest’anno l’85° anniversario. Esso si rivolge “a tutti gli uomini liberi e forti”, non ai cattolici in quanto tali: rifacendosi al fondamento e al senso del pensiero politico sturziano
( secondo cui) forti e liberi sono tutti coloro che non solo sono liberi da pregiudizi di sorta, ma hanno l’animo, il costume, la virtù degli uomini che sanno combattere, ispirandosi ai principi cristiani, per una società più giusta e più libera, rinnovata nelle istituzioni e negli indirizzi politici, aperta all’ascolto di quelle voci nuove, di popolo…» ( LUIGI STURZO, Il Popolarismo, a cura di Gabriele De Rosa, Laterza, Bari,1992, p. 37).
E ancora, sabato, 7 febbraio, presso il Museo diocesano di via Etnea, 8 si è svolto un incontro, organizzato dalla sezione catanese del CISS ( Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo), sul tema: La Politica e la Famiglia.
Un tema tanto attuale, trattato dai relatori anche alla luce del pensiero sturziano; la famiglia è la prima cellula nell’impianto della sociologia di Sturzo,( Le forme sociali fondamentali sono :quella familiare, quella religiosa, quella politica; e le forme secondarie: economiche, internazionali, culturali) e su cui illuminanti sono le sue intuizioni, così come ora l’appello attualissimo del Papa!
Salutiamo, pertanto, con vivo compiacimento questa serie di iniziative all’insegna di Sturzo, se esse nascono, come ci auguriamo, dal desiderio di fare uscire Sturzo dal suo esilio culturale, dopo quello fisico, in cui è stato relegato, ormai da molti anni!
Sorge spontanea, a questo punto, la domanda: « Chi sono oggi gli uomini liberi e forti ? E ce ne sono? ». Ci auguriamo di sì, e per questo credo sia necessario educarci ad essere tali, alla luce degli insegnamenti di Sturzo!
Certo è che Sturzo ci ha lasciato un patrimonio culturale enorme, non inferiore a quello di altri pensatori stranieri, oggi di moda, ( Jürgen Habermas, Simone Weil, Hannah Arendt, John Rawls, Hans Jonas, etc., tutti utili, senza dubbio, quest’ultimo per l’opera: Il principio responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologica), non meno anche dell’apporto degli italiani, come, Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Alcide De Gasperi, Aldo Moro (con le loro matrici ideali maritainiane o mouneriane), rilevanti figure, anche queste, del pensare e dell’agire politico, i cui insegnamenti non bisogna certamente ignorare né sperperare né dissipare, ma riconsiderare come un testamento da custodire, un patrimonio prezioso per il nostro agire etico-politico, soprattutto perché assolvono alla funzione di guida nei confronti dell’attualità, come del resto è il ruolo che compete ai veri Maestri.
Ma il ricco patrimonio di idee di Sturzo mi sembra si distingua rispetto a quello degli altri, al cui confronto essi sembrano trattare solo alcuni aspetti soltanto della problematica etico-politica, mentre l’opera sturziana si impone per la sua vastità: trentatré volumi, quelli già editi dalla Casa Editrice Zanichelli, nell’Edizione Nazionale dell’Opera Omnia, più tre voll. di Scritti Inediti, per non contare la vasta corrispondenza, ( 4 voll.il Carteggio con il fratello Mario, Vescovo di Piazza Armerina), che sempre più ci sorprende per la presenza vigile e critica di Sturzo a quasi tutti gli avvenimenti del suo tempo! Si veda, ad esempio, la recente pubblicazione: Luigi Sturzo a Londra: Carteggi e documenti (1925-1946) Rubbettino, 2003.
In sostanza, credo che l’Opera Omnia di Sturzo costituisca, dopo quella di Rosmini e di Maritain, la più vasta Summa del pensiero cattolico della prima metà del Novecento, perché abbraccia tutti i campi, da quello etico-politico, a quello religioso, storico, sociologico, filosofico, artistico e, se messa in rapporto con quella interdipendente, filosofica, ecclesiale, mistica, poetica, del Fratello Mario, Vescovo di Piazza Armerina, ci dà anche le fondamenta moderne di una teologia del laicato, in una anticipata, perfetta consonanza con quelle che saranno le proclamazioni del Vaticano II.
Sturzo è un autore prospettico, il cui insegnamento è più utile che mai, specialmente oggi in cui si sente impellente la necessità di una rigenerazione della politica, partendo dal quartiere, dal comune, dalla provincia, con una politica cioè dal basso: e quale migliore guida di Sturzo, che è stato per 15 anni ( 1915-1920) prosindaco della sua città natale; per altrettanti anni consigliere provinciale di Catania e vice presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani(ANCI), e poi fondatore del partito di cattolici (non dei cattolici!) che alle prime elezioni, con i suoi 100 deputati, si affermò come il fatto nuovo della storia d’Italia ( F. Chabod)!
( Per questi problemi cfr.: UMBERTO CHIARAMONTE, Il Municipalismo di L. Sturzo prosindaco di Caltagirone ( 1897-1920), Morcelliana, Brescia 1992; e ID, Luigi Sturzo e il governo locale, Rubbettino, 2001).
Non dimentichiamo, infine, che Sturzo ci ha lasciato un metodo di indagine con la sua Sociologia storicistica, poco studiata e per niente applicata, mentre essa ci permetterebbe una lettura più appropriata della nostra realtà in così rapido cambiamento.
Ascoltiamo la Sua voce, ricca di esperienza, competenza e lungimirante saggezza.
"La missione del cattolico in ogni attività umana, politica, economica, scientifica, artistica, tecnica, è tutta impregnata di ideali superiori, perché in tutto ci si riflette il divino. Se questo senso del divino manca, tutto si deturpa: la politica diviene mezzo di arricchimento, l’economia arriva al furto e alla truffa, la scienza si applica ai forni di Dachau, la filosofia al materialismo e al marxismo; l’arte decade nel meretricio» ( Politica di Questi anni, Ed cit, p.383).
« C’è chi pensa che la politica sia un’arte che si apprende senza preparazione, si esercita senza competenza, si attua con furberia. E’ anche opinione diffusa che alla politica non si applichi la morale comune, e si parla spesso di due morali, quella dei rapporti privati, e l’altra che non sarebbe morale né moralizzabile della vita pubblica. La mia esperienza lunga e penosa mi fa concepire la politica come satura di eticità, ispirata all’amore del prossimo, resa nobile dalla finalità del bene comune" ( Ibid. pp. 383-384)





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