IL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO ED OCCIDENTALE È IN CRISI SIN DALLA METÀ DAGLI ANNI ’70 DEL VECCHIO SECOLO.
SIA LA COMUNITÀ POLITICA CHE ACCADEMICA, NEGLI ANNI SI È INTERROGATA ED HA POSTO VIE DI SOLUZIONE, NEI DIVERSI CONSESSI.
DELORS E LA CRESSON, NEL RUOLO DI MASSIMI ESPONENTI DELLA POLITICA COMUNITARIA HANNO VOLUTO FAR EMERGERE LA CRISI DEL SISTEMA SCOLASTICO/FORMATIVE NELLA EUROPA DI FINE MILLENNIO.
NEI DUE TESTI EMERSI DALLE SOLLECITAZIONI DEI PRESIDENTI, SI RILEVA COME LA SCUOLA ED IL SISTEMA FORMATIVO IN GENERE, MOSTRA INADEGUATEZZAZZA AI BISOGNI DELLA SOCIETÀ POST-INDUSTRIALE E ACCUMULA AREE SEMPRE PIÙ ESTESE DI DISAGGIO FORMATIVO.
LA SPINTA AL CAMBIAMENTO DEL SISTEMA SE SUL PIANO INTERNAZIONALE È DA IMPUTARE SUL PIANO POLITICO ALLA COMUNITÀ EUROPEA, SUL PIANO CULTURALE È DA ADDEBITARE AL SISTEMA UNIVERSITARIO ANGLOSASSONE E AGLI STUDI DI INSIGNI PEDAGOGISTI, PSICOLOGI, LINGUISTI, FILOSOFI ECC.
IN ITALIA, I MAGGIORI STUDIOSI CHE HANNO SPINTO VERSO IL CAMBIAMENTO, ALMENO NEL CAMPO CATTOLICO, SONO CESARE SCURATI DELL’UNIVERSITÀ CATTOLICA DI MILANO, GIOVACCHINO PETRCCHI DELLA L’UMSA DI ROMA, IL PRESIDENTE DELL’UCIIM CORRADINI,DELL’AIMC FORTE ECC.
LA SPINTA INNOVATIVA AVEVA COME BASE FILOSOFICO-PEDAGOGICA, IL PERSONALISMO CRISTIANO VISTO ALLA LUCE DEI MAGGIORI STUDI PROVENIENTI DALLE UNIVERSITÀ NORD-AMERICANE E NEGLI ANNI 80/90 DEL PRECEDENTE SECOLO HANNO PRODOTTO ALCUNE INNOVAZIONI NEL SISTEMA SCOLASTICO ITALIANO.
DALLA SECONDA METÀ DEGLI ANNI 90 I DIVERSI MINISTRI CHE SI SONO SUCCEDUTI NELLA CARICA DI RESPONSABILI DEL SISTEMA DELL’ISTRUZIONE HANNO IMMAGINATO DI RIFORMARE LA SCUOLA E MAGARI PASSARE COME NOVELLI GENTILE.
LA RIFORMA DI UN SOTTOSISTEMA SOCIALE COME QUELLO FORMATIVO, IN UNA SOCIETÀ COMPLESSA COME LA NOSTRA, RISULTA DI DIFFICILE ATTUAZIONE, POICHÉ NON SI TRATTA DI INTERVENIRE SU DI UNA “TABULA RASA”, MA DI INSERIRSI ALL’INTERNO DELLA COMPLESSITÀ FORMATIVA STRATIFICATASI NEGLI ANNI.
IL LIMITE DELLE DIVERSE PROPOSTE DI RIFORMA, RISULTA ESSERE QUELLA DEL MANCATO, VERO, COINVOLGIMENTO DI TUTTI GLI ELEMENTI CHE COMPONGONO LA REALTÀ FORMATIVA ITALIANA SI ACCADEMICA CHE SOCIALE, SIA PROFESSIONALE CHE ASSOCIATIVA.
L’AVER PRETESO DI COINVOLGERE, SOLO VIRTUALMENTE, GLI INTERESSATI NON HA PERMESSO DI ELEBORARE DELLE RIFORME CONDIVISE, CHE SUPERASSERO GLI ANGUSTI SCHEMI POLITICI DI MAGGIORANZA ED OPPOSIZIONE.
LA RIFORMA BERLINGUER PRIMA E MORATTI DOPO, RISULTANO ESSERE RELEGATI AD ELABORAZIONI LEGISLATIVE RISPECCHIANTI IL PENSIERO DELLA SOLA MAGGIORANZA, DI SINISTRA PRIMA E DI DESTRA DOPO. SENZA VOLERE ENFATIZZARE IL PERCORSO INTRAPRESO IN SPAGNA, IN MERITO ALLA RIFORMA SCOLASTICA, RITENGO CHE QUEL METODO POTESSE ESSERE RIPRESO NEL NOSTRO PAESE, LA MAGGIORANZA DI SINISTRA HA PROPOSTO ED APPROVATO LA LEGGE, OVVIAMENTE CON IL CONTRIBUTO DELL’OPPOSIZIONE, E LA DESTRA DI AZNAR, SUBENTRATA AL GONZALES, HA REALIZZATO LA RIFORMA.
IN ITALIA, LA COSIDDETTA RIFORMA MORATTI, APPARE AMPIAMENTE NON CONDIVISA DALLE DIVERSE COMPONENTI DELLA SCUOLA, ED ANCHE LA COSTRUENDA RIFORMA UNIVERSITARIA HA TRA I MAGGIORI AVVERSARI I RETTORI DELLE DIVERSE UNIVERSITÀ ITALIANE, I QUALI SOSTENGONO CHE SI RISCHIA LO SFASCIO COMPLETO DEL SISTEMA E LA FUGA DEI DOCENTI VERSO REALTÀ FORMATIVE STRANIERE MEGLIO ORGANIZZATE.
LA MANCANZA DI CERTEZZE, LA CARENZA DI FINANZIAMENTI PUBBLICI, IL MANCATO COINVOLGIMENTO DEGLI ENTI TERRITORIALI PIÙ VICINI, IL NON COINVOLGIMENTO DELLE REALTÀ ASSOCIATIVE SIA PROFESSIONALI CHE SOCIALI, NON PERMETTONO DI AFFRONTARE SOTTO I DIVERSI ASPETTI IL BISOGNO DI RIFORMA EMERGENTE NELLA NOSTRA SOCIETÀ.
IL DECRETO LEGISLATIVO APPROVATO DALLA SOLA MAGGIORANZA, APPARE NON COINCIDENTE AI BISOGNI DEI CITTADINI, LA RIDUZIONE DEL TEMPO SCUOLA, LA FINTA INTRODUZIONE DELLA SECONDA LINGUA COMUNITARIA, L’INFORMATICA, NEI FATTI, RESTANO SOLO VOLONTÀ ANNUNCIATE, LEGATE A FINANZIAMENTI PROMESSI DA ALTRI MINISTRI, E ALL’INTERVENTO DEGLI ENTI LOCALI, PERTANTO SI RITIENE CHE QUESTA RIFORMA RISCHIA DI PASSARE COME LA CONTRORIFORMA CHE DESTRUTTURA IL SISTEMA, NON REALIZZANDONE UN ALTRO, ALMENO DI UGUALE CAPACITÀ E CAPILLARITÀ.
NELLA COMPLESSITÀ FORMATIVA, GRANDE RILEVANZA, ALMENO NEGLI ANNUNCI, HA IL SOTTOSISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE, CHE NELLA RIFORMA RISULTA COME CANALE PER ASSOLVERE L’OBBLIGO FORMATIVO AL 18° ANNO D’ETÀ, E CONTEMPORANEAMENTE FORMARE CITTADINI CONSAPEVOLI E PROFESSIONALMENTE PREPARATI PER IL MONDO DEL LAVORO.
IN SICILIA ANCORA IL SISTEMA È REGOLATO, ESSENZIALMENTE, CON LA LEGGE 24, IN GRAN PARTE NON RISPONDE AI BISOGNI FORMATIVI DEI GIOVANI SICILIANI E DELLE REALTÀ IMPRENDITORIALI PIÙ MODERNE.
QUESTO SISTEMA ESSENZIALE NEL PANORAMA FORMATIVO DI TUTTI I PAESI, VA RIVISTO NELL’OTTICA DELLA FORMAZIONE INTEGRATA RICORRENTE E PERMANENTE (LONG LIFE EDUCATION), RITENUTO CHE LA FORMAZIONE DURA PERMANENTEMENTE PER TUTTA LA VITA.
SE I POLITICI, LE ASSOCIAZIONI E LE REALTÀ SOCIALI VOGLIONO REALMENTE RIFORMARE IL SISTEMA SONO OBBLIGATE A INTERAGIRE NELLA DIVERSITà DEI RUOLI AL FINE DI ELABORARE UN NUOVO SISTEMA FORMATIVO COMPLESSO, CONDIVISO DALLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEL PAESE, E NON SOGGETTO A RAPIDI CAMBIAMENTI APPENA CAMBIA LA MAGGIORANZA DI GOVERNO. DA OPERATORE DELLA SCUOLA SI RILEVA COME DA TROPPO TEMPO MANCANO CERTEZZE SUL SISTEMA E LA CRISI RISCHIA DI COINVOLGERE ANCHE I DISCENTI, CAUSANDO UN ABBASSAMENTO DEL LIVELLO CULTURALE DI TUTTO IL PAESE. |